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Quando Roma precedeva Berlino: da 14 anni Grottaperfetta aspetta l'avvio del suo autorecupero

Nonostante i soldi spesi ed il bando vinto il progetto è bloccato

Costruire case senza consumare suolo. A questo punta l'autorecupero. Il Comune mette a disposizione gli immobili rimasti incompiuti. La Regione stanzia i finanziamenti. I cittadini si organizzano in cooperative e predispongono i progetti. Sembra un processo lineare, destinato al successo e senza controindicazioni. Berlino è rinata così e nel mondo è anche famosa per questo. Roma a questo "sogno" ha creduto prima della capitale tedesca. Peccato però che quel sogno si sia trasformato in un incubo, quello che stanno vivendo le diciotto famiglie che avevano scommesso sullo stabile in via di Grottaperfetta.

L'autorecupero di via Grottaperfetta

"Quando la vicenda è iniziata ero single, ora ho due figli" ironizza Dario Biagetti. E' uno dei soci della cooperativa Inventare l'Abitare che, nel 2003, vinse il bando per recuperare la scuola di Grottaperfetta. Se ne dovevano ricavare appartamenti di vario taglio. Dai 45 ai 75 metri quadrati. Un'operazione virtuosa e tutto sommato economica. Al pubblico il compito di realizzare gli spazi comuni, per un importo di 478mila euro. Alle famiglie il compito di rifinire gli appartamenti, di cui diventavano inquilini per 20 anni. "Dopodichè  il Comune, che nell'operazione non versa un euro perchè i fondi arrivano dalla Regione – ricorda Biagetti – poteva venderci l'appartamento". Ma paradossalmente, i problemi in questi anni sono arrivati proprio dal Campidoglio.

Il terremoto cambia le carte in tavola

Dopo aver speso i primi 300mila euro, nel 2008  i lavori si fermano. Serviva "una perizia di variante tecnica e suppletiva", relativa al consolidamento statico delle strutture portanti. " Il terremoto de L'Aquila ha cambiato le carte in tavola – spiegano dalla cooperativa Inventare l'abitare – pertanto occorreva prendere in considerazione le nuove regole in materia di staticità. Serviva un altro progetto, che viene preparato ma che non entra mai in esecuzione". Risultato, il cantiere si ferma. Per qualche anno restano i ponteggi. Poi arriva anche la doccia gelata.

Il paradosso dell'abbattimento

Il Commissario Tronca, trovando una situazione incancrenita, pensa di destinare 500mila euro all'abbattimento dell'immobile. Sembra un paradosso, perchè inizialmente ne occorrevano molti meno per completare l'autorecupero. Ed effettivamente lo è. Ne prende atto anche il Commissario che incontra una delegazione della cooperativa  e fa un passo indietro. Poi arrivano le elezioni, vincono i 5 stelle, ma la partita rimane bloccata. "Nel giro di un anno e mezzo sono cambiati per tre volte gli assessori – sottolinea Dario – ed il problema è che, da Berdini a Gatta, ogni volta siaha la sensazione di ripartire da zero". Nel frattempo gli anni passano e la situazione anzichè sbloccarsi, si aggrava. "C'è stato anche il terremoto di Norcia e quindi c'è il rischio che siano  ulteriormente cambiate le norme antisismiche". In altre parole, occorre verificare se il nuovo progetto è ancora valido. Se si vuole evitare uno spreco di risorse pubbliche, si riparte da lì. Prima possibile.

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