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Grotta Perfetta, i cittadini contestano la distanza dei pini dalle nuove palazzine

Dopo l'esposto presentato alla Polizia Locale, ancora proteste per gli edifici costruiti a ridosso dei pini. Granito (Salvaguardia Grottaperfetta) "Palazzi realizzati senza rispettare distanza dagli alberi"

In via di Grotta Perfetta, difronte alla tenuta di Tor Marancia, sta sorgendo un nuovo quartiere. Tra le palazzine costruite nel cosiddetto programma urbanistico I 60, ve ne sono alcune che stanno animando delle proteste. I cittadini contestano l'esigua distanza tra questi nuovi edifici ed una mezza dozzina di pini.

La prima contestazione

"Abbiamo constato che, nell'ambito dell'edificazione dell'I-60, è stato costruito uno stabile che per tutta la sua lunghezza è situato in stretta contiguità con sette alberi d'alto fusto" ha fatto notare il Comitato Primo Carnera, nell'esposto presentato alla Polizia Locale lo scorso 16 maggio. A quella prima denuncia ne è seguita un'altra. Questa volta a protestare è Giuseppina Granito, storica portavoce del comitato Stop I-60

Nuove proteste

" Il cantiere in via di Grottaperfetta  che prevede un nuovo, problematico insediamento di 5000 abitanti per 400mila metri cubi di cemento - ricorda Granito in una nota che è stata inviata alla Polizia Locale ed anche alle istituzioni cittadine - ha prodotto un vero e proprio scempio, con la realizzazione dei palazzi senza alcuna distanza di rispetto dalle essenze arboree. Gli antichi pini del viale sono stati letteralmente 'risucchiati' dagli appartamenti – scrive Granito in una nota divulgata a nome del comitato "Salvaguardia Grottaperfetta". I nuovi edifici sono così vicini agli alberi "da far insinuare gli stessi pini dentro le costruzioni, senza il minimo rispetto di quanto prevede il decreto ministeriale 1444 del 1968 sugli standard urbanistici".

La zona di protezione radicale ed il regolamento del verde

La distanza che intercorre tra i pini e la nuova palazzina non è secondaria. C'è un intero capitolo, nel nuovo Regolamento del verde, che serve a disciplinare questa distanza. "Nel rispetto del regolamento scarvi è vietato eseguire interventi che comportino il taglio degli apparati radicali – spiega Sara Sacerdote, consigliera provinciale dell'Albo dei dottori Agronomi e Forestali – in generale c'è una distanza che indica quale sia la zona di protezione radicale che va rispettata nella costuzione di nuove strutture edilizie". Per gli alberi di primaria grandezza, se il diametro basale del fusto è di un metro, le edificazioni devono collocarsi a 3,3 metri di distanza. Diventano quattro se questo diametro è di un metro e mezzo. Purtroppo però il Regolamento del verde non è ancora operativo perchè, alla firma della giunta annunciata lo scorso gennaio, non è seguita l'approvazione in Assemblea Capitolina.

La distanza da verificare

Per quanto riguarda invece le potature, anche se radicali, c'è una buona notizia. "I pini – spiega l'agronoma Sara Sacerdote – hanno la resina che li protegge dalle carie". Quindi, almeno da questo punto di vista, problemi non dovrebbero crearsi. La distanza invece dall'apparato radicale va verificata con attenzione, come  stanno chiedendo di fare i vari cittadini. L'erba alta, le recinzioni metalliche ed i bandoni che delimitano il cantiere non consentono in effetti, da un punto di vista meramente visivo, di  produrre un'efficace valutazione.

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