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Fosso delle Tre Fontane: la revisione del vincolo ha origini lontane

Il Consigliere Regionale del M5S Devid Porrello ricostruisce i tentativi di revisione del vincolo. "La sua ragion d'essere è ancora valida. E poi intervenire adesso, ad indagini aperte, sarebbe poi particolarmente inopportuno"

Il Presidente del Municipio IX, l’Assessore all’Urbanistica Miglio ed Italia Nostra, non sono gli unici ad essere preoccupati dalla possibile rimozione del vincolo sul fosso delle Tre Fontane. Ricordiamo che il suo mancato rispetto, è all’origine del sequestro d’una parte del cantiere dell’I-60.

L'ESCALATION SULL' I-60 - Anche il Movimento 5 Stelle, a livello municipale come a livello regionale, ha infatti espresso delle forti perplessità riguardo all’operazione in atto. “Sull’I-60 registriamo un’escalation” scrive sul proprio profilo facebook il Capogruppo Municipale del M5S Carlo Cafarotti. Mentre  “andranno verificate sia le responsabilità dell'intombamento  del Fosso delle  Tre Fontane, sia la compatibilità del progetto  I-60 con il vincolo – spiega il Consigliere –  si sta verosimilmente mettendo in discussione il vincolo stesso, chiedendone la cosiddetta ‘ricognizione’. Di fatto cercano di sanare lo stato delle cose, ma mentre cerchiamo di capire bene a chi è venuta questa splendida idea, il Consigliere Devid Porrello ha mandato una lettera, per  eventuali scongiurare fughe in avanti”.

I PRECEDENTI TENTATIVI - La lettera del Consigliere regionale, rivolta a diversi assessorati regionali e municipali, parte da una ricostruzione. “Ci giunge notizia che i suoi uffici  - scrive agli Assessori regionali Michele Civita e Fabio Refrigeri - stanno lavorando per la revisione del vincolo al Fosso delle Tre Fontane, come richiesto una prima volta con richiesta del Dipartimento VI del Comune di Rom 1125 del 25 luglio 2005 e reiterato da parte del Direttore del Dipartimento di  Programmazione e Attuazione  Urbanistica del Comune attraverso una nota del 5 marzo 2010”.

A FAVORE DEL VINCOLO - Fatta questa premessa, Porrello recependo anche “le istanze dei cittadini e del territorio” ha avanzato una serie di osservazioni. “Tale vincolo trova la sua ragione d’essere in ragioni ambientali, idrogeologiche e paesaggistiche, tutt’oggi ancora valide. Per questo una sua rimozione oltre ad essere inopportuna in questo momento, si può definire dissennata, lesiva dell’ambiente che, come scritto nel programma elettorale del suo schieramento, vi siete impegnati a tutelare”.

INDAGINI IN CORSO - Ma oltre a questioni meramente politiche vi sono altre ragioni, secondo il Consigliere del M5S, per non procedere  nella cosiddetta revisione. "A seguito di questo vincolo – osserva Porello, che ha scritto agli Assessori Refrigeri (Ambiente) e Civita (Poltiche per il territorio) è stato persino disposto un sequestro su un’area di cantiere, per violazione del vincolo stesso. Nel comune interesse le autorità competenti faranno sollecitamente luce sull’accaduto; pertanto  - si fa notare agli Assessori ed al Presidente  Zingaretti, in copia nella lettera - sarebbe ancor più inopportuno intervenire d’urgenza sul vincolo,  a scapito di eventuali approfondimenti ed indagini aperte”.

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